Alzheimer: una malattia da combattere anche a tavola

Consigli dieta
Alzheimer: una malattia da combattere anche a tavola
Negli ultimi anni alcuni studi approfonditi stanno dimostrando lo stretto legame tra alimentazione e Alzheimer, malattia degenerativa nemmeno così rara che colpisce in età matura (generalmente sopra i 60 anni) sia uomini che donne, con un’incidenza, sempre maggiore, che inizia a preoccupare seriamente. Una dieta non corretta inizia a danneggiare le cellule cerebrali ben 20 anni prima del manifestarsi della malattia stessa. Occorre quindi correre ai ripari cercando di salvaguardare la nostra vecchiaia partendo dalla tavola e dai cibi di cui ci alimentiamo quotidianamente.

Attenzione agli AGEs

Gli AGEs (acronimo di Advanced Glycation End-products) sono agglomerati di zuccheri creati all’interno del nostro organismo derivanti da tante proteine, grassi animali e cibi in generale fritti o cotti ad altissime temperature. Questi depositi attaccano le arterie, causano l’insulino-resistenza (quindi provocano diabete) e altri problemi degenerativi, tra tutti il peggiore, l’Alzheimer. Le funzioni cognitive vanno dunque salvaguardate evitando o, comunque, riducendo l’introduzione di alcuni tipi di alimento dannosi per la salute del cervello. Altrimenti, il rischio di contrarre l’Alzheimer salirà alle stelle, portandosi dietro anche altre alterazioni come danni cardiovascolari, stress ossidativo e infiammazioni.

Impossibile diagnosticare la malattia precocemente

Ad oggi, purtroppo, non esiste un metodo certo che identifichi l’insorgere della malattia a livello precoce, ma si è dato il via negli ultimi anni ad una ricerca puntuale dei biomarker utili ad individuare la patologia ancor prima del suo insorgere nell’individuo. Esiste una rete in Europa che coadiuva vari gruppi di ricercatori: due staff sono italiani, altri francesi e tedeschi. Essi stanno analizzando proprio gli AGEs sopra menzionati perché li considerano dei buoni biomarker riguardo l’Alzheimer. Lo scopo principe di questo grande gruppo di ricerca è’ quello di trovare un modo sicuro per tracciare la malattia precocemente, studiando anche ad hoc una terapia preventiva.

Il metabolismo del rame per prevenire la malattia

Recenti studi presso l’Università di Tolosa hanno evidenziato che una delle manifestazioni più classiche dell’Alzheimer, ovvero le placche amiloidi, si formano in base alle alterazioni dell’assorbimento del rame all’interno dell’organismo. Per stimolare il metabolismo di questo minerale si può assumere una dieta ricca in vitamine E e B12.

Approfondiamo:

Cibi contenenti vitamina E e B12

La vitamina E svolge un’importante lotta contro lo stress ossidativo e si può trovare con maggior concentrazione in oli vegetali come quello di germe di grano, di mandorle, di girasole, d’oliva, di cartamo, di soia, di cotone, di lino e di mais; ma anche negli spinaci, broccoli, pomodori, ceci e asparagi. La vitamina B12 è fondamentale per la sopravvivenza ed è chiamata anche ‘vitamina dell’energia’. Infatti grazie al suo potere energizzante ci mantiene attivi e vitali, aiuta ad assimilare il ferro contenuto nei cibi e regola il sistema nervoso. La troviamo soprattutto nei prodotti di origine animale come carni rosse e bianche, pesce, molluschi e formaggi.

Parliamo degli AGEs…

Quando gli zuccheri si combinano con le proteine o con i grassi (si parla quindi di glicazione avanzata) si formano alcuni composti dannosi per la salute. Ecco cosa sono gli AGEs, che da qualche tempo stanno attirando l’attenzione di medici e ricercatori. Li possiamo trovare sul pane tostato, su alimenti grigliati, sulle patatine fritte. Donano ai cibi un sapore particolare e alcune industrie li aggiungono, artificialmente, proprio per questo. La dieta di oggigiorno prevede un numero troppo elevato di questi composti chimici, che ostacolano il benessere del cervello e fanno aumentare le infiammazioni nell’organismo. Con il termine ‘glicazione’ si intende una reazione, tipica del corpo umano, tra zuccheri e proteine, oppure lipidi. Finché la glicazione avviene in modo naturale e controllato, permette alla molecola che la subisce di espletare la sua funzione prestabilita. Purtroppo in alcuni casi, l’organismo ne perde il controllo e la glicazione può avvenire casualmente, senza regole. A volte, quindi, il glucosio reagisce con le altre molecole creando degli elementi inattivi (gli AGE, per l’appunto) che, in quantità elevate, sono tossici e deleteri, vengono assorbiti nei tessuti e causano complicanze in malattie già presenti, nonché ne fanno insorgere delle altre (soprattutto diabete e malattie cerebrali degenerative come l’Alzheimer).

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