Rughe di Espressione e Rughe degli ‘Anta’

I ricordi e le esperienze arricchiscono l’anima anno dopo anno, ma la freschezza del nostro aspetto, un tempo giovane e vivace, sembra via via abbandonarci… ed è difficile da accettare! Purtroppo l’invecchiamento della pelle e del fisico in generale è un processo lento ma inesorabile che non ci lascia scampo… ma anche se del tutto naturale, questo processo biologico può essere in effetti influenzato da una miriade di fattori differenti.
Uno degli obiettivi della società occidentale, ai giorni nostri, è quello di trovare la giovinezza eterna, o per lo meno, cercare di contrastare i segni del tempo che avanza. Il ticchettio dell’orologio non si può stoppare, però si può agire per tempo per evitare alcuni segni sull’epidermide.
Come invecchia la pelle e perché

Si tratta di un’evoluzione della cute irreversibile con la perdita di idratazione, elasticità, tonicità e la comparsa di rughe, ipercheratosi (ispessimento della pelle difficile da prevenire, ma tutto sommato curabile) e macchie senili (iperpigmentazione, ovvero colorazione scura di zone della pelle).
Tutti questi segni, più o meno evidenti, avvengono come risultato di eventi paralleli, dove uno è l’invecchiamento cronologico (dovuto essenzialmente all’età) e l’altro è l’invecchiamento per fattori ambientali.

Invecchiamento cronologico

Inizia dopo i 25 anni di età, anche se varia di poco da persona a persona, e si rende più evidente dai 40 anni in su. Sostanzialmente si tratta della lenta riduzione della capacità rigenerativa delle cellule che vanno a formare quella che è definita membrana basale. La conseguenza è che l’epidermide si assottiglia.
Si producono via via sempre meno melanociti, esponendoci maggiormente ai raggi ultravioletti e alle scottature. I fibroblasti presenti del derma perdono di consistenza e riducono lo stimolo della biosintesi delle macromolecole, ovvero elastina e collagene tendono a funzionare meno, e quindi la pelle risulterà meno elastica e compatta.
La diminuzione di sebo presente nelle ghiandole aumenta la secchezza della cute e si riducono anche i glucosamminoglicani (ad esempio, l’acido ialuronico).

I fattori ambientali

Per fattori ambientali si intendono tutte quelle situazioni che, protratte nel tempo, possono mettere ‘a disagio’ la pelle, come ad esempio, prima tra tutte, la prolungata esposizione al sole. Che avvenga per cause lavorative o per diletto, soprattutto se priva di protezione adeguata, l’epidermide tende a seccarsi e a non rigenerarsi a dovere. Infatti, notiamo rughe molto più profonde, in genere, su volti perennemente abbronzati rispetto a quelli chiari o rosati. Si tratta di quello che viene definito fotoinvecchiamento, ovvero un invecchiamento precoce della cute a causa dei raggi solari. I danni di tale comportamento possono essere anche irreversibili, come la comparsa di numerose lentiggini che si trasformeranno nel tempo in vere e proprie macchie senili. Ma non solo, possono rendersi più evidenti i capillari (anche rompendosi) e si possono formare dei tumori cutanei.
Altri fattori ambientali che determinano un invecchiamento precoce sono senza dubbio gli agenti inquinanti, massivamente presenti nell’aria oggigiorno, e anche il fumo di sigaretta (anche passivo).
Purtroppo questi agenti provocano l’aumento dei radicali liberi, che creano danni alle membrane e al loro DNA, ispessendo la pelle e facendole perdere elasticità. La pelle apparirà quindi meno tonica e avvizzita.

Come si evolvono le rughe

L’invecchiamento si nota soprattutto con la comparsa delle prime rughe, ovvero dei solchi più o meno profondi, permanenti o quasi, che si scavano sul volto. Vanno però distinte dall’invecchiamento le rughe di espressione, che sono derivanti puramente dalla mimica facciale e dalle abitudini nel parlare e nell’esprimere le emozioni tramite atteggiamenti di occhi e bocca.
Le rughe causate dalla vecchiaia compaiono dopo i 30-35 per la mancanza di elasticità dell’epidermide e per effetto della forza di gravità. Infatti la massa dei muscoli sottocutanei tende a rilassarsi sempre più; zigomi, mento e palpebre sono le zone più soggette a tale cedimento, soprattutto dopo i 60 anni.

Cosa fare già dopo i 30 anni

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