La mia esperienza personale come distributore indipendente Herbalife

Diceva Rita Levi Montalcini, la quale scrisse un libro per dimostrare come l’inevitabile logorio fisico non comporta un deterioramento delle facoltà mentali: basta ricordarsi di tenere in esercizio il cervello”.

La mia vita lavorativa prima dell’incontro con Herbalife

La mia infanzia

Sono nata ad Asolo nel 1944, in provincia di Treviso. I miei genitori erano residenti a Milano ma, a causa della guerra, mia mamma tornò a casa di sua madre al suo paese natale e lì nacqui io. Dopo pochi mesi ritornammo a Milano, anche perché mio padre non poteva lasciare il suo lavoro e mia madre voleva che stessimo tutti assieme. Lui lavorava presso il Comune di Milano, incaricato dell’affissione di manifesti pubblicitari, un lavoro duro a dispetto delle apparenze.

In modo particolare ricordo ancora quando doveva affiggere dei manifesti che pubblicizzavano le corse dei cavalli a San Siro; questi venivano affissi alla mattina molto presto e mio padre si alzava ad ore antelucane, estate e inverno. Questo era forse il lavoro più duro anche perché andava e tornava in bicicletta. Per il lavoro adoperava un furgoncino scoperto, sempre a pedali, dove venivano caricati i manifesti, i pennelli, i secchi di colla e le scale che servivano per raggiungere altezze talvolta notevoli.

Lavorava dalle 5 del mattino alle 14, uscendo prestissimo per raggiungere le aree in cui prendere servizio. Era un grande lavoratore, con un immenso senso del dovere, che penso di avere ereditato in pieno proprio da lui. Non ci fece mai mancare nulla.

Ai tempi abitavamo a Porta Nuova, vicino ai giardini pubblici: un quartiere tipicamente popolare; la nostra era infatti una famiglia operaia del dopoguerra.

Il primo Impiego nel Dopoguerra

Grazie all’interessamento di mio padre, che mi convinse a partecipare ad un concorso, che vinsi, nel 1962 entrai a lavorare al Comune di Milano. A quei tempi un impiego in Comune era l’aspirazione di molti; un posto di lavoro incredibilmente ricercato: paga assicurata, posto fisso, sicurezza dello stipendio a fine mese. Insomma una certa tranquillità. Bisogna dire che questo vale ancora per i giorni nostri, forse più che allora..

Rimasi all’Ufficio Stato Civile di via Larga per molti anni e, attraverso i concorsi ai quali partecipai e che vinsi, raggiunsi il grado di Istruttore Direttivo dei Servizi Amministrativi, grazie anche al fatto che nel frattempo avevo ripreso gli studi e mi ero diplomata frequentando, con non pochi sacrifici, le scuole serali.

La mentalità, come ben potete immaginare, era quella tipica dell’impiegata: lavoro dipendente che garantiva il mangiare, l’affitto e le cose normali della vita. Nessuna grande avventura, ma molte certezze.

La lettura e il cambio di lavoro

Certo a una vita quieta è corrisposto, nel mio caso almeno, un animo irrequieto. Ho sempre avuto una grande passione: la lettura, sicuramente trasmessami da mio padre. Da quando avevo sei anni e lui mi comperava tutte le domeniche il Corriere dei Piccoli e successivamente mi portava ogni settimana libri dalla biblioteca circolante del Comune; noi non avevamo abbastanza denaro per comperare libri… Una passione incontenibile che prosegue tuttora: dacché mi ricordi, il tempo rubato al lavoro era sempre dedicato alla lettura. Un romanzo a settimana, almeno, e nei periodi di inquietudine che tutti attraversiamo, anche due o tre: tempo rubato al sonno in questo caso! E se i romanzi diventavano tre o quattro, le mattine erano poi molto pesanti da affrontare. Quanti caffè e quante occhiaie per sostentare la mia sete di storie e personaggi!

Presto al lavoro si aggiunsero anche le cure familiari e domestiche, perché crescere i figli è un’occupazione vera e propria; ho comunque sempre tentato di rispettare come scadenza un romanzo a settimana, così anche solo per ostinato dovere nei confronti dei miei desideri. In quel periodo incominciai ad interessarmi alla vita politica e sindacale entrando a far parte del Consiglio di Sede del palazzo di via Larga e, successivamente, tanto per non farmi mancare niente, mi occupai di femminismo. Tutto questo senza trascurare il lavoro e la famiglia.

Ad ogni modo tutta la mia vita è sempre stata divisa così: famiglia, lavoro, libri.

Per essere onesta devo a mio padre non solo il tipo di lavoro che mi spronò a cercare, con la conseguente indipendenza economica, bensì anche la passione per la lettura.

Sono sempre stata molto legata alla sua figura e gli sono grata per le cose giuste che ho fatto perchè so che le devo a lui, alla sua onestà intellettuale, alla sua dirittura morale, alla sua grande intelligenza e tolleranza.

Dopo una ventina d’anni di lavoro in comune chiesi di essere trasferita presso il Tribunale di Milano, segreteria civile della Procura della Repubblica, dove mi occupavo sempre di Stato Civile. Era il periodo di “Mani pulite” e quindi ho avuto modo di vivere, anche se non in prima persona, un periodo memorabile.

La pensione!

Dopo tanti altri anni di lavoro, l’agognata pensione! Dopo aver lavorato dai 15 anni in poi, finalmente un po’ di riposo. Ho passato ben sei anni completamente dedicati a me e ad alcuni i problemi di carattere famigliare (ricerca di una nuova casa, cura del figlio) senza alcun rimpianto, però, per la quotidiana routine. Soprattutto il tran tran mattutino… svegliarsi con calma, mai tardi per carità, la mattina è sempre stato il mio momento preferito, ma compiere ogni gesto con calma e relax, senza nessuno che ti corra dietro…

Qualche viaggetto, stare un po’ più dietro alla famiglia, frequentare le amiche, molti lavori nella nuova casa dover mi ero nel frattempo trasferita , et voilà, sei anni passati con grande serenità.

Il lavoro con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

A un certo punto però il relax divenne un po’ tedioso, iniziai a sentire un po’ di fastidio nel non aver proprio nulla da fare, un leggero senso di inquietudine che senza diventare un malessere risultava comunque sempre presente e mi impediva di godermi appieno la giornata.

Quando allora un’amica mi propose di entrare far parte della Lega Italiana per la Lotta contro iTumori di Milano, colsi la palla al balzo e non mi feci scappare l’occasione.

Non si trattava di volontariato, bensì di un lavoro vero e proprio. Rispetto alle mansioni che avevo ricoperto nella mia vita lavorativa era, in un certo senso, anche un salto di qualità, in quanto richiedeva un’iniziativa maggiore di quella che mi era sempre stata richiesta: dovevo trovare aziende che fornissero, a titolo di beneficenza, articoli per la casa, oggettistica, giocattoli, libri e qualsiasi cosa potesse poi essere riconvertita in denaro attraverso le lotterie benefiche e ai vari eventi che la Lega organizzava. Tutto il ricavato era poi destinato a finanziare le attività di prevenzione, diagnosi precoce e assistenza che erano il principio fondante della Lega stessa. Un’esperienza incredibile. Le persone coinvolte, dipendenti e volontari, nei numerosi progetti che la Lega porta avanti sono mosse da grande energia e dedizione .

Ho lavorato alla Lega dal 2001 al 2015, fino a 71 anni! Insieme al tipo di lavoro, completamente differente rispetto al passato, era cambiato anche l’orario e l’impegno quotidiano. Non più mezza giornata fino alle 14.00 ma tutti i giorni fino al pomeriggio. Questo significava però anche una una bella differenza sul piano economico: percepivo la pensione del Comune aggiunta allo stipendio erogato dalla Lega.

A quei tempi per me era divenuta una necessità effettiva, perché quella doppia entrata mi ha aiutato molto ad aiutare a mia volta mio figlio che in quel periodo combinava un guaio finanziario dietro l’altro, e aveva sempre bisogno di soldi, e ad affrontare il mutuo che mi ero accollata per il pagamento della casa che nel frattempo avevo acquistato e che era il mio sogno di sempre…. Ah i figli, quanto ci fanno penare, finché non si sistemano. Se si sistemano… Non avere soldi è orribile, avere debiti è ancora peggio, pertanto per quanto faticassi (non avevo più vent’anni) ringraziavo sempre la sorte che mi permetteva di fare fronte ai vari impegni di ordine economico.

L’incontro con Herbalife

Un’amica di vecchia data mi racconta della sua attività dentro Herbalife

Proprio poco dopo aver lasciato la Lega contro i Tumori, incontrai per caso un’amica che avevo perso di vista negli ultimi anni, con tutto il tempo che passavo a gestire la casa e il lavoro.. Un tipo tosto, una donna incredibilmente attiva e carismatica che aveva lavorato tutta la vita in banca, facendo una brillante carriera. Mentre ci prendevamo un aperitivo sedute al bar, viene fuori che aveva intrapreso un percorso estremamente attivo all’interno di Herbalife: mi racconta di viaggi e convegni internazionali, corsi molto frequentati per conoscere i prodotti, organizzati un po’ in tutta Italia e in Europa. Dopo tanti racconti viene pure al dunque, e mi invita a diventare un rivenditore Herbalife, sponsorizzata da lei.

Mi spiega un po’ come funziona l’attività: dopo un primo acquisto di prodotti Herbalife si ha la possibilità di diventare rivenditori indipendenti. In pratica i rivenditori di Herbalife sono in primis i loro stessi clienti più fedeli, che una volta testato il prodotto in prima persona e avendone verificato le proprietà, accettano di fare un po’ di marketing per diffondere la conoscenza del prodotto e svolgono anche la funzione di rivenditori. Io avrei potuto diventare un rivenditore sotto di lei semplicemente acquistando quella che si chiama tessera Member Pack: con questa tessera la mia amica ottiene il vantaggio di percepire una percentuale minima sui miei acquisti e sulle mie vendite (come ricompensa dell’azienda Herbalife per aver introdotto un nuovo cliente/venditore all’interno della loro grande famiglia), in cambio io ho diritto a uno sconto del 25% sui prodotti acquistati e acquisisco il diritto di rivendita dei prodotti stessi. Rivendendo i prodotti percepisco ovviamente un guadagno.

Le prime esperienze in prima persona nel mondo Herbalife

Lì per lì non accettai. Sono stata inizialmente molto reticente, per svariate ragioni. Dopotutto, con cinquant’anni di lavoro alle spalle e ormai in pensione, non mi sembrava il caso di mettermi a iniziare un’attività di questo tipo: mai poi nella vita avrei pensato di dedicarmi al commercio! Per non dire poi che non ho mai avuto la mentalità dell’essere in proprio: sono sempre stata diligente, ligia alle regole, con un compito preciso da perseguire in tutte le mansioni che avrei dovuto portare a termine; mettermi io in prima persona a far conoscere un prodotto per venderlo mi pareva eccessivo. C’è da dire che avevo sì maturato un po’ esperienza con le persone, agli sportelli del comune prima, con i responsabili marketing delle aziende per la Lega poi. Per un motivo e per l’altro però rifiutai.

Insomma, per i primi mesi le dissi ripetutamente di no, nonostante lei insistesse. D’altronde mi rendevo anche conto che la mia amica era una mia coetanea, e percepiva un certo ritorno economico sia per le vendite dirette che per le royalties derivanti da quelli che sotto di lei realizzavano vendite dirette allo stesso modo.

Iniziai così ad accodarmi a lei per seguirla ai corsi e ai convegni organizzati dall’azienda per informare sui prodotti, sulle diete e sulle ultime scoperte in campo alimentare.

La mia personale esperienza con la Dieta Herbalife: si sta meglio!

Alla frequenza dei corsi seguì il proposito di provare la dieta Herbalife. Con molte difficoltà iniziali, provai a seguire il regime alimentare consigliato per le persone di una certa età: quante volte avevo tentato di attenermi a una dieta senza riuscirci! Anche questa volta, più che seguire la dieta, praticamente mangiavo per due, prendendo i prodotti consigliati da Herbalife come snack o addirittura come surplus ai pasti normali. Lentamente riuscii ad adeguarmi al regime consigliato da Herbalife. E altroché se stavo meglio!

Altrettanto utili per quanto semplici si rilevarono alcuni consigli pratici sulle modalità di assunzioni di cibi e liquidi: una cosa basilare come bere acqua al mattino (la mia colazione era costituita esclusivamente da un caffè zuccherato fino all’ora di pranzo) cambia la vita! Ma anche qualche prescrizione più specifica come l’assunzione di integratori destinati alle specificamente alle persone anziane ebbe un effetto consistente sui livelli di colesterolo e, cosa da non sottovalutare, sui problemi di concentrazione, che ad un certo punto avevano iniziato a preoccuparmi.

Nonostante il pensionamento e l’età avanzata, mi sentivo con più energie; e se ne era andato anche un po’ di quel malessere che comunque inizia a farsi sentire con la solitudine. Stando meglio fisicamente, migliorava nettamente anche la mia condizione mentale.

La dieta Herbalife porta ad assumere più proteine e meno carboidrati, e, con quello che si impara a chiamare controllo della curva glicemica, evitavo abbuffate prima del pranzo che mi avrebbero appesantito, risultando anche più attiva e mobile negli spostamenti effettivi: anche solo una camminata di venti minuti in più che sostituisce un té zuccherato di troppo ha un gran bel risultato sulla qualità totale della giornata. Ed evitare un acciacco inutile migliora notevolmente la qualità della vita.

Così, tra un accorgimento e l’altro, alla dieta si associava una migliore condizione fisica, più energia, più serenità: nel complesso, c’era più buon umore, ed ero effettivamente più contenta. Sono più contenta..

Come sono diventata un distributore indipendente Herbalife di successo

L’acquisto della Tessera Membro

Così, finalmente, dopo tante titubanze, siccome avevo iniziato a comperare regolarmente i prodotti Herbalife, acquistai dalla mia amica la tessera Member Pack, per avere uno sconto del 25% su tutti i prodotti. Da un giorno all’altro divenni quindi membro Herbalife, con tutte le conseguenze positive del caso, come per esempio la comodissima consegna garantita entro 24h, un risparmio effettivo sulla spesa, e la garanzia aggiuntiva di ricevere i prodotti direttamente dall’azienda e non più tramite la mia amica (per la presenza di rigide regole interne che limitano la quantità di prodotti acquistabili da un singolo e rivendibili direttamente: un po’ di regole rigide è sempre rassicurante!)

Le prime vendite in palestra: dalla paura di disturbare al successo del prodotto

Siccome a quel punto mi ero fatta contagiare dalla mia amica, dal mondo Herbalife, con tutti i corsi, la palestra e in generale la vita sociale che contraddistingueva questo mondo, decisi di iniziare a vendere anche io direttamente alcuni prodotti, così per gioco, tanto per farli conoscere: erano in fondo i prodotti che compravo io stessa, e parlandone ad altri, tutti evidentemente titubanti come me all’inizio, cercavo semplicemente di convincerli a provarli loro stessi.

Quello che mi spaventava di più della vendita, era proprio mettermi lì a proporre alle persone un prodotto e convincerli a comprarlo. Certo non volevo rimetterci, quindi al principio a quelli che mi chiedevano di provare qualcosa, semplicemente consegnavo quello che mi chiedevano. Per tutta la vita lavorativa le persone si erano rivolte a me per chiedermi di fare qualcosa: in questo modo si riproponeva la stessa situazione: erano le stesse persone che si rivolgevano spontaneamente a me, non dovevo andare io in cerca degli altri. Certo mi capitava di parlare dei prodotti un po’ più di quanto fanno le persone normali, ma il mondo Herbalife era ormai diventato una parte integrante della mia vita sociale, quindi era come se parlassi di amici e di lavoro.

Come capirete facilmente, in ogni caso, preferivo non disturbare nessuno, e convincere qualcuno ad acquistare mi sarebbe parso uno sforzo davvero eccessivo.

Comunque, nel frattempo, mi sentivo sempre meglio, il benessere fisico cresceva, avevo conosciuto nuove signore agée come me, e ci organizzavamo per andare a fare ginnastica in palestra insieme. Ebbene sì, signori, le palestre per i settantenni sono essenziali: niente pesi e sforzi inutili che fanno male anche ai giovani, ma ginnastica dolce e un piccolo sforzo aerobico per mantenere allenate articolazioni e sistema circolatorio sono necessari. Però io sì mi sentivo un po’ più giovane, perché mi portavo in palestra gli integratori e le barrette energetiche che avevo iniziato ad usare su consiglio della dieta Herbalife, e mi sentivo sempre rinvigorita alla fine degli esercizi, senza essere mai stanca.

Io mi sento meglio e in forma, e gli altri mi chiedono come faccia a stare così bene. Il prodotto si vende da solo

Tra un addominale e qualche esercizio per testa e collo, mi mangiavo tutta contenta le mie barrette proteiche o i miei snack, e mangiandomeli con tanto gusto e dividendoli con le amiche, suscitavo la curiosità di chi vedeva un gruppetto tanto affiatato di signore anziane: mi capitava così di conoscere nuove persone, spiegare chi ero, cosa stavo mangiando, che si trattava di un prodotto Herbalife; insomma un po’ come lo sto scrivendo a voi adesso.

Ovviamente facevo anche un po’ di sana propaganda per incentivarli a provare i prodotti, e dopo un po’ divenni più confidente nel proporre direttamente di acquistare qualcosina tramite me. Fatto sta che mi resi conto molto presto che il prodotto si vendeva da solo. Molte persone lo conoscevano o ne avevano almeno sentito parlare, in effetti in Italia esiste dagli anni ‘80 e i prodotti Herbalife avuto una penetrazione estremamente importante grazie alla loro efficacia.

A me capitava così, qualcuno scopriva che stavo vendendo quei prodotti, si avvicinava, mi confessava di averli già usati iin passato e che adesso, dopo tanti anni, di fronte al mio aspetto e alla mia convinzione, voleva riprovarli. Per me una gran bella soddisfazione.

A ciò si aggiungeva un’altra gran bella sorpresa per quelli che conoscevano già i prodotti Herbalife: da 5 che erano quando arrivarono in Italia, ne esistono oggi in commercio più di 90!

Le richieste dei prodotti aumentano! E intanto io mi snellisco…

Ad un certo punto le richieste dei prodotti cominciarono ad aumentare e, carte alla mano, facendo un paio di calcoli, mi accorsi che potevo pagarmi i prodotti con il ricavato di quelli che vendevo agli altri.

Visto poi che avevo iniziato ad andare in palestra poco dopo aver iniziato a seguire la dieta, le altre donne (anche ben più giovani di me!) si accorsero gradualmente che il mio corpo cambiava. Prima ero un bel po’ sovrappeso: d’altro canto tra il lavoro, la famiglia e tutto il resto, non è che da giovane avessi mai avuto il tempo né il pensiero di prendermi cura di me. Adesso invece mi rendevo conto di acquisire una linea dignitosa, che certo era l’ultimo dei miei pensieri: già mi sentivo in gran forma, sia fisica che mentale. Ma certo, essere ammirata per la tonicità recuperata del mio corpo alla mia età mi sorprendeva in modo sensazionale! Quando poi si avvicinavano delle 40enni delle 50enni quasi gelose, praticamente me le mangiavo come nuove clienti!

Tra una cosa e l’altra, io e la mia amica che mi aveva introdotto in questo mondo, iniziammo a far prendere la tessera anche alle amiche. Nulla di che in effetti, fu tutto piuttosto naturale.

Arrivano i viaggi

Crescendo nelle vendite acquisivo il diritto a partecipare a convegni internazionali. I corsi erano molto belli, organizzati nei minimi dettagli, medici da tutto il mondo che espongono le loro teorie, una compagnia bella, variegata e di qualità. Alcuni viaggi sono pagati dall’azienda, hotel sempre a 4 stelle, come controparte del sostegno fornito dai venditori all’azienda.

L’ambiente è estremamente stimolante, all’inizio può essere un po’ ansiogeno per una novizia come me, perché sono tutti belli e vestiti bene, sono presenti moltissimi stranieri e soprattutto poca gente della mia età e italiana a quel livello; comunque, all’inizio ero sempre accompagnata dalla mia amica, che con l’inglese se la cavava egregiamente, e tutti comunque erano incredibilmente disponibili, tentavano di ricreare un ambiente familiare, di costruire un’idea di comunità.

Che cos’è per me davvero Herbalife

Una cosa tira l’altra e, su idea di mio figlio, abbiamo deciso di costruire un sito per essre all’altezza del mondo di oggi. Ebbene sì: è possibile vendere Herbalife anche attraverso i social e i siti.

Io non voglio fare l’attività solo per il web – neanche sarei in grado! -, perché Herbalife si fonda su un principio: aiutare la gente a seguire dieta. Io ho iniziato gradualmente, conoscendo tutto passo dopo passo, mi sono informata, ho conosciuto gli strumenti e i processi di un’alimentazione corretta, ho iniziato a condurre regolare attività fisica: Herbalife per me ancor prima di nutrizione è uno stile di vita sano ed equilibrato.

Poi, va da sé, si vendono prodotti che sono bilanciati, studiati e ristudiati per garantire il massimo delle prestazioni e l’assenza di effetti collaterali. E questi prodotti li vendo adesso anche io.

Quindi per me è importante darvi alcune informazioni.

Alcune informazioni sui prodotti Herbalife

Tutti i prodotti sono di origine naturale. E si utilizzano anche esclusivamente proteine di soia, e per gli intolleranti un metodo di estrazione costosissimo consente di ricavare le proteine dai piselli.

I prodotti sono sicuri, autorizzati da oltre 90 ministeri della salute nel mondo.

Sull’etichetta è segnato fino all’ultimo ingrediente, anche se è presente una sola molecola quella viene segnalata sull’etichetta, andando bel oltre le regolamentazioni nazionali che obbligano la segnalazione di un ingrediente solo oltre una certa quantità.

Quando proponi qualcosa a qualcuno e sei convinto della sua qualità, sei più tranquillo tu stesso nel vendere il prodotto. Questo garantisce fiducia, nel rapporto tra l’azienda, il rivenditore e il cliente. Nel momento in cui il rivenditore è egli stesso cliente ed è convinto di quel che sta facendo, ogni anello della catena è ben collegato e il sistema funziona.

Herbalife è noto per la sua serietà, essendo il maggiore produttore per integratori e sostituti per il pasto a livello mondiale.

Cristiano Ronaldo e il premio Nobel Louis Ignarro sono Sponsor Herbalife

La collaborazione di tanti sportivi, tra cui Cristiano Ronaldo, ha portato negli ultimi anni ad una nuova pubblicizzazione e un nuovo rilancio del marchio. Ma non solo squadre calcistiche e atleti da tutto il mondo sostengono fedelmente il marchio: finanche un premio Nobel, Louis Ignarro, non solo è divenuto promotore del prodotto, ma ha anche sviluppato un prodotto lui stesso, che sviluppa ossido nitrico durante la notte e ripara dal rischio di infarto.

Gli integratori inclusi nell’offerta Herbalife sono adatti per ogni esigenza. In pratica sino cassette condensate di frutta e verdure, prese direttamente dagli alimenti: non si tratta di prodotti sintetizzati in laboratorio. Nella frutta di oggi i nutrienti sono 1/8 di quanto erano qualche anno fa, per questo è meglio integrare proteine, sali, grassi (quelli buoni)

Per chi ha necessità di pasti veloci, è disponibile uno shake proteico con tutti gli elementi nutritivi, un pasto che costa meno ed è infinitamente più salutare di un pasto preso in giro a caso, che si può fare sia con latte che acqua, o barrette secche ancora più pratiche per chi deve mangiare magari fuori casa.

La maggiore concentrazione di proteine rispetto a carboidrati in questi alimenti, consente di tenere sotto controllo l’assuzione di zuccheri, garantendo al contempo l’apporto di tutte le sostanze nutritive necessarie al nostro organismo e favorendo la sensazione di sazietà, che ci evita di abbuffarci a caso durante la giornata disequilibrando completamente il nostro corpo.

La mia solida attività dentro Herbalife

Grazie al mondo Herbalife, al web e ai social ho potuto costruire un attività solida. Le mie attività principali rimangono la vendita in palestra e l’organizzazione di piccoli party di assaggio nel mio appartamento dove amici vengono a condividere il mio stile di vita portando a loro volta nuove persone che spero di avvicinare anch’esse a quello che è diventato un po’ anche il mio mondo.

Vi sorprenderebbe sapere quante persone si rifanno vive per iniziare un periodo di dieta, e quanto ci tengano a effettuare le misurazioni di massa magra, grassa, girovita etcetera per verificare che il prodotto funzioni esattamente. Una bilancia e un metro sono diventati i miei nuovi strumenti di lavoro… è incredibile poi vedere la faccia della gente dopo qualche settimana, come cambia dalla tipica espressione scettica alla soddisfazione fanciullesca di aver avuto proprio il giocattolo che desideravano.

All’alba dei miei 73 anni mi diverto, sono sanissima, ho un’attività a tutto tondo che mi rende felice. Sono serena economicamente, mi sento padrona di me stessa e ho coinvolto anche alcuni amici e familiari nella gestione dell’attività.

In palestra oltre alle vecchie signore come me, si sono aggiunti anche parecchi giovincelli e giovincelle, che si riforniscono da me per quelli che sono prodotti specifici per sportivi.

Gli sportivi vedono i risultati nelle palestre, prodotti specifici per la forza e per la resistenza. E che muscoli vedo metter su: ah! Avessi la loro età! Beh, no, forse non passerei tutto quel tempo in palestra, ma certo mi sarebbe piaciuto ai tempi frequentare più spesso un ambiente tanto pieno di energia. Sì, lo so, era un’altra epoca e non esisteva nulla di simile, ma quando sei a contatto con la gioventù ti senti più giovane anche tu.

Insomma, con tutti quelli, e sono per lo più amici, che comprano in autonomia i loro prodotti e che ho convinto a sottoscrivere una tessera, condivido i miei risultati almeno una se non due volte al mese, in modo da essere da esempio (io, un esempio?!? ebbene sì!), e da fare un check di tutto quello che siamo riusciti ad ottenere, partendo sempre dal miglioramento del nostro stato psico-fisico.

Man mano che passa il tempo sono sempre più grata alla mia amica, che mi ha consentito di passare da impiegata a imprenditrice introducendomi in questo mondo, e con la quale ho sviluppato in questi due anni di vita un rapporto strettissimo.

Le soddisfazioni economiche raggiungibili grazie a Herbalife

Le soddisfazioni (anche economiche, perché non dirlo) non mancano e mi tengono molto viva, nonostante la mia età.

E’ questo un altro nodo di importanza cruciale per Herbalife, che oltre a proporsi di aiutare il prossimo a condurre uno stile di vita sano, punta anche a migliorare socialmente la condizione di chi incontra per via: da un piccolo guadagno che può essere un’integrazione alla propria attività lavorativa, si può passare nel giro di due anni a rendere, quel che si stava facendo per scherzo, la propria attività principale.

Alcuni ragazzi giovanissimi raggiungono nel giro di 18 mesi cifre impressionanti, molto più di quelle mie e della mia amica messe assieme. Non so proprio come facciano! Io non ho più le energie di un tempo, ma se fossi più giovane mi cimenterei in questa sfida insieme a loro.

Ovviamente nulla nasce dal nulla. L’istituzione di un’attività di rivendita richiede lo sforzo di trovare clienti e di promuoversi; dall’altra parte si ha il vantaggio di avere alle proprie spalle un’azienda saldissima che garantisce moltissime agevolazioni.

Si può fare uso di commercialisti convenzionati risparmiando moltissimo, inoltre per un sistema di tasse pagate alla fonte le somme percepite per l’attività di vendita non fanno cumulo con altri guadagni: in una parola, non si pagano più tasse se si guadagna con Herbalife!

Anche a fine anno nel modello “unico” tutti i guadagni percepiti non figurano. E’ un sistema innovativo in Italia che consente di risparmiare sulle tasse, e di utilizzare in funzione lavorativa persone non dipendenti di Herbalife in modo totalmente libero.

Un sistema di lavoro condiviso senza dover sostenere il peso della Finanza!

Mi sento una vera e propria Manager di successo a parlare così!

Il successo delle quotazioni di Borsa Herbalife

Siccome mi sento tanto Manager, vi posto un grafico che mostra quanto siano aumentate nel tempo le azioni dell’azienda, a dimostrazione del loro successo internazionale. Nel 17 dicembre 2004, quando l’impresa fu quotata in borsa, le azioni valevano 7,40 $: oggi, dopo 13 anni, le azioni valgono quasi 10 volte tanto! 72,97 $! E’ uscita a testa alta persino dalla gravissima crisi che nel 2011 colpì il mondo intero, e di cui ancora oggi risentiamo gli effetti, almeno noi, non certo Herbalife!

quotazioni di borsa herbalife

E tutto il successo deriva dalla fede nel progetto mantenuta costante dal fondatore Mark Hughes, che per tutti gli anni ‘80 continuò a dire al suo vice, sempre un po’ più scettico riguardo le possibilità future dell’azienda, “Borrow My Eyes”, “prendi a prestito i miei occhi”, “condividi con me la mia visione”. Per fortuna Mark Hughes ebbe ragione, e ad oggi quella visione è realtà.

Ancora due parole per rassicurare chi volesse tentare, come me, di intraprendere un’attività come membro distributore indipendente

Non si tratta di aprire un negozio, con tutti gli inconvenienti burocratici ed economici che ne derivano: per aprire il negozio hai bisogno di licenza, bancone, arredi, affitto… Ci sono costi di partenza medi di 50.000 euro che non implicano neanche le eventuali perdite del primo anno.

Con Herbalife l’investimento è di 58,22 euro, con il quale è possibile acquistare la tessera membro Member Pack. Che cosa comprende questo pacchetto? E’ presto detto:

– Una tessera che consente di vendere in tutto il mondo i prodotti Herbalife, e soprattutto di acquistarli con il 25% di sconto
– il prodotto frullato Formula 1 alla vaniglia: il primo prodotto commercializzato dall’azienda che di per sé ha un valore commerciale di 46,01 euro
– uno shaker
dvd e guide sui prodotti, sull’azienda, su ricette e informazioni sulla dieta,
– una valigetta estremamente comoda

Inoltre bisogna ricordare che tutti i prodotti Herbalife danno diritto a 30 gg di garanzia soddisfatti o rimborsati.

Puoi restituire il prodotto vuoto e ti verrà rimborsata l’intera somma versata!

Con questa semplice tessera è possibile avviare un’attività che per poche ore di lavoro ti può rendere 500 euro al mese o anche di più! Gli orari da dedicarci sono completamente liberi e a tua assoluta discrezione: puoi lavorarci solo quando ti contatta qualche cliente, solo nel weekend, solo la sera tardi o la mattina presto, insomma quando vuoi! Inoltre,ad un certo punto, il guadagno è slegato dal tempo che ci dedichi, poiché se riesci ad affiliare altri venditori Herbalife, nello stesso modo in cui è successo a te, guadagni royalties sulle vendite altrui!

Tu potresti essere in vacanza su un isola e intanto la squadra si amplifica geometricamente senza che tu te ne renda conto. La squdra si espande geometricamente a prescindere dal tuo impegno.

Aiutare gli altri è la missione di Herbalife: sia per diffondere nel mondo uno stile di vita sano, sia per instillare negli altri il seme della propria attività imprenditoriale.

La Condivisione è un altro fattore essenziale: condividere i risultati relativi alla propria perdita di peso, al miglioramento delle condizioni fisico – psichiche. Condivisione delle attività svolte, delle informazioni acquisite ai corsi di aggiornamento, e, perché no?, anche delle strategie utilizzate per il proprio successo economico.

Il successo economico è tutt’altro che un miraggio, e quando inizierete a guadagnare a sufficienza, sarete premiati per il vostro sforzo con l’invito da parte dell’azienda a feste di fine anno, vacanze nei resort in Grecia, crociere, convegni internazionali.

Il mondo Herbalife, un po’ come tutto nella vita, funziona così: più fai e meglio stai. L’azienda, da parte sua, premia il successo ed è estremamente rigorosa nella puntualità dei pagamenti. Ovviamente ci sono anche molte regole da rispettare: non si devono professare doti miracolose dei prodotti, non si deve mentire, non si deve sfruttare il prossimo. Ma le regole sono essenziali al successo dell’azienda.

Una famiglia è forte se ci sono buone radici. Qui le radici sono fortissime, e si stanno diffondendo ovunque!